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Sicurezza in caso di incendio con le porte rei

Sicurezza In Caso Di Incendio Con Le Porte Rei

Le misure di sicurezza nei confronti degli incendi prescrivono in certi casi l’uso di porte e portoni aventi caratteristiche particolari. Le porte tagliafuoco o porte REI, sono un sistema ideato per contrastare il diffondersi di incendi in luoghi dove l’arrivo delle fiamme potrebbe risultare letale per la sicurezza di cose e persone. Le porte tagliafuoco omologate prodotte da Blindoser sono dotate di senso di apertura indifferente: per aprirle si può sia spingere sia tirare, e sia da destra sia sinistra. Due cerniere omologate norma DIN con perni passanti regolabili in altezza, delle quali con una molla di chiusura; ogni porta viene fornita corredata di certificato di omologazione.

Sicurezza e normative

Queste speciali porte sono realizzate con appositi materiali in grado di resistere al calore delle fiamme e di impedire la propagazione del fuoco. Secondo la Normativa Italiana Antincendio le porte tagliafuoco devono:

  1. dividere ambienti contigui ed impedire il passaggio del fuoco e di gas surriscaldati, dall’ambiente a rischio all’ambiente attiguo;
  2. possedere sufficienti capacità di isolamento termico;
  3. consentire, anche durante l’incendio, la fuga delle persone rimaste nell’ambiente nel quale si è sviluppato l’incendio, aprendosi sempre facilmente almeno nel senso voluto;
  4. dopo l’apertura le porte tagliafuoco si devono richiudere automaticamente da qualsiasi posizione, quindi anche dalla posizione di apertura totale a 180°, per impedire rapidamente la propagazione del fuoco.

Con la normativa UNI 9723, le porte tagliafuoco venivano denominate anche porte R.E.I., un acronimo formato da tre parole in lingua francese, che ne indicavano i requisiti fondamentali:

  • Resistenza: la porta è resistente alle fiamme e impedisce la propagazione dell’incendio al di fuori dell’ambiente in cui è divampato.
  • Ermeticità: la porta impedisce il passaggio ai gas prodotti dal fuoco di propagarsi in altri ambienti.
  • Isolamento termico: la porta isola i locali da quello in cui si è sviluppato l’incendio, mantenendo entro limiti prefissati le temperature (circa 150°C).

Oggi, in base alle nuove norme europee di riferimento UNI EN 1634, la classe di resistenza al fuoco deve essere, invece, indicata con le lettere:

  • E (che corrisponde alla precedente sigla “RE”): il ruolo statico, ovvero resistere meccanicamente e la tenuta (evitare il passaggio delle fiamme, dei vapori e dei gas di combustione);
  • EI (che corrispondono alla precedente sigla “REI”): l’isolamento termico. Limitare il più possibile la trasmissione del calore.

Accanto alla sigla solitamente è presente un numero (30, 60, 90, 120 e 180) che sta a indicare, in minuti, il tempo entro il quale la porta è in grado di resistere al fuoco, in base ai test effettuati e alla certificazione ottenuta.

Come funziona una porta REI?

Le porte tagliafuoco sono progettate per resistere al calore delle fiamme e, letteralmente, “tagliare” loro l’alimentazione, ovvero la fornitura di ossigeno che dà vita al fuoco, evitando che le fiamme possano diffondersi in altri ambienti ricchi di ossigeno. Tale sistema di protezione passiva può essere costituito da varie combinazioni dei seguenti materiali: acciaio, gesso, vetro, strati di vermiculite, legno.

Grazie alla presenza di porte antincendio, l’avanzata delle fiamme viene bloccata, il fuoco continua ad essere alimentato dall’ossigeno presente nell’ambiente, ma una volta terminata la riserva di O2 l’incendio si spegne autonomamente. Inoltre, le porte antincendio, oltre a bloccare la diffusione delle fiamme e del fumo tra i compartimenti di un edificio o agli edifici limitrofi assicurano un’uscita sicura di tutti coloro che occupano l’edificio. Oltretutto permettono ai soccorsi di agire in sicurezza e proteggono i beni materiali negli ambienti in cui il diffondersi delle fiamme potrebbe creare ingenti danni.

Quando è obbligatorio installare una porta tagliafuoco?

Le porte tagliafuoco, nella maggior parte dei casi, vengono installate negli edifici pubblici, nei quali questo sistema di sicurezza acquisisce un’importanza ancora maggiore, dal momento che secondo le nuove normative in materia di sicurezza è obbligatorio dotare l’edificio di almeno una porta tagliafuoco se l’immobile è pensato per accogliere le persone. Ma trovano ampio utilizzo anche in strutture private in cui è richiesta una protezione maggiore dalle fiamme in ragione delle attività che vi si svolgono, ad esempio i magazzini in cui vengono depositati materiali infiammabili.

La legge prevede i casi specifici in cui questo tipo di porte devono essere installate e anche che siano soggette al rilascio di un nulla osta successivo al controllo dei Vigili del Fuoco. In ambito residenziale, ad esempio, sono prescritte per la chiusura dei garage. Inoltre, per essere a norma, le porte tagliafuoco non devono solo essere prodotti certificati e installati correttamente, ma devono anche essere ispezionate periodicamente per controllarne lo stato.

Manutenzione delle porte tagliafuoco

La manutenzione delle porte uscita di sicurezza (con o senza maniglione antipanico) è un obbligo di legge. Il D.M. 10/03/1998 chiarisce che le porte adibite ad uscita di sicurezza o via di fuga devono essere mantenute in efficienza come qualsiasi apparato ed impianto di sicurezza antincendio con un preciso programma di manutenzione con cadenza non inferiore ai sei mesi. Il proprietario è inoltre tenuto ad organizzare un sistema di controllo funzionale intermedio. Normativa di riferimento UNI11473.

Inoltre Una porta tagliafuoco può essere riverniciata a condizione che si tratti di strati di finitura composti da vernici e/o pitture di spessore non superiore a 0,6mm come indicato dal D.M. 26/06/1984. Ovviamente ciò non è ammissibile per materiali combustibili e per ricoprimenti costituiti da laminati plastici, comunque non assimilabili a vernici e/o pitture.